Il boom della logistica a Novara genera occupazione più velocemente di quanto l'automazione riesca a sostituirla: cosa significa per le assunzioni

Il boom della logistica a Novara genera occupazione più velocemente di quanto l'automazione riesca a sostituirla: cosa significa per le assunzioni

Il settore logistico di Novara impiegava circa 8.400 persone nell'intera provincia alla fine del 2024. Questa cifra rappresenta un aumento del 12% rispetto al 2019, quasi quattro volte il tasso di crescita occupazionale complessiva della provincia nello stesso periodo. Eppure l'Interporto di Novara, il terminal intermodale alla base di gran parte di questa attività, ha registrato volumi di movimentazione rimasti sostanzialmente invariati dal 2022. Più lavoratori. Nessun incremento di merci. I numeri non corrispondono alla narrativa logistica standard, ed è proprio in questa tensione che inizia la vera storia delle assunzioni.

L'assunto convenzionale è che l'automazione logistica riduca progressivamente l'organico. Nella maggior parte dei mercati europei maturi del trasporto merci, questo assunto regge. A Novara sta accadendo il contrario. La complessità del picking per l'e-commerce, la gestione dei resi, l'etichettatura a valore aggiunto e le pure esigenze operative derivanti dalla gestione di strutture prossime alla saturazione hanno spinto l'intensità occupazionale verso l'alto, non verso il basso. Il settore sta aggiungendo manodopera per TEU e per metro quadrato nello stesso momento in cui discute di investimenti in automazione. Il risultato è un mercato in cui la pressione sulle assunzioni si accumula anche mentre la crescita dei volumi assoluti di trasporto merci raggiunge un plateau.

Quella che segue è un'analisi sul campo del perché il polo logistico di Novara stia diventando uno dei mercati del talento più difficili del Nord Italia. Esamina dove le lacune sono più acute, cosa le genera, perché l'automazione non ha fornito il sollievo atteso dai datori di lavoro e cosa devono fare diversamente le organizzazioni che operano in questo corridoio per assicurarsi le persone che mantengono le merci in movimento.

L'infrastruttura che ha costruito il mercato e i vincoli che ora lo definiscono

Novara si trova all'intersezione dell'autostrada A4 che collega Torino a Milano e Venezia, e della A26 che scende verso sud in direzione del porto di Genova. L'Interporto della città, una struttura intermodale di 2,4 milioni di metri quadrati a maggioranza di proprietà di Ferrovie dello Stato Italiane, ha movimentato circa 425.000 TEU nel 2023 operando a un tasso di utilizzo della capacità compreso tra l'85 e il 90 percento. Operatori ferroviari tra cui Mercitalia Logistics e DB Cargo Italia gestiscono servizi che collegano Novara a Milano, Brescia, Genova e Basilea attraverso il corridoio Domodossola-Sempione.

Un terminal sotto pressione

Questa infrastruttura è ciò che rende Novara un hub logistico. È anche ciò che ne vincola il futuro. I tempi medi di sosta dei container all'Interporto hanno raggiunto 4,2 giorni nel primo trimestre 2025, in aumento rispetto ai 3,5 giorni dell'anno precedente. Gli operatori ferroviari hanno segnalato vincoli di capacità durante le ore di punta delle manovre mattutine. La linea a binario unico Novara-Varallo limita ulteriori sviluppi intermodali e il piano di investimenti di RFI non prevede il raddoppio prima del 2030.

Spazi di magazzino ai minimi

La situazione degli spazi fisici aggrava il problema. I tassi di vacance dei magazzini lungo il corridoio di Novara, inclusi i comuni limitrofi di Trecate e Vicolungo, si attestavano al 2,1% nel terzo trimestre 2024. Per lo stock logistico di Grado A si tratta di una disponibilità di fatto nulla. La più ampia regione del Nord-Ovest Italia ha registrato il 6,8% di vacance nello stesso periodo. Novara non è semplicemente attiva. È satura.

Un'espansione della Fase IV dell'Interporto da 45 milioni di euro è stata approvata per aggiungere 400.000 metri quadrati di superficie di magazzino ed estendere le banchine ferroviarie di 300 metri, con completamento previsto per il terzo trimestre 2026. Tuttavia, il 15% della superficie di espansione resta bloccato in attesa dell'autorizzazione ambientale nell'ambito dei requisiti di valutazione degli habitat Natura 2000, data la prossimità del terminal alle aree protette del fiume Ticino. I vincoli fisici sono reali e si ripercuotono direttamente sul mercato del talento. I datori di lavoro non possono semplicemente costruire per ottenere più capacità. Devono ottenere di più dalle persone e dalle strutture che già hanno.

Perché l'intensità occupazionale sta aumentando, non diminuendo

Ecco l'affermazione analitica che i dati supportano ma che pochi nel mercato stanno formulando apertamente: il settore logistico di Novara non sta attraversando una carenza di manodopera nel senso tradizionale. Sta attraversando un cambiamento strutturale nel significato stesso del lavoro logistico, e il mercato non si è ancora adeguato.

Tra il 2019 e il 2024, l'occupazione nella logistica è cresciuta del 12% mentre la movimentazione al terminal è rimasta stabile. Se l'automazione stesse riducendo l'organico, l'occupazione avrebbe dovuto diminuire o almeno restare costante a fronte di volumi stabili. Invece è aumentata in modo significativo. La spiegazione risiede in ciò che le merci che transitano oggi da Novara richiedono.

L'evasione degli ordini e-commerce, che oggi domina il cluster occupazionale di Casalgiate-Cameri, richiede un profilo di manodopera fondamentalmente diverso rispetto al tradizionale stoccaggio pallet-in, pallet-out. Il solo stabilimento Amazon di Novara gestisce un volume stimato di 12-15 milioni di pacchi all'anno. Ciascuno comporta operazioni di picking, confezionamento, etichettatura e potenzialmente gestione dei resi. Lo stabilimento DHL di 45.000 metri quadrati presso l'Interporto serve il settore moda e lusso per clienti tra cui Kering Group e Inditex, dove i servizi a valore aggiunto associati a ciascun articolo — inclusi controlli qualità, riconfezionamento ed etichettatura specifica per mercato — moltiplicano il fabbisogno di manodopera per unità gestita.

Il settore non è a corto di manodopera perché sta crescendo. È a corto di manodopera perché la natura del lavoro è cambiata più velocemente della forza lavoro disponibile.

Questo è il paradosso fondamentale. Gli investimenti in automazione, stimati in 120 milioni di euro nell'intero polo di Novara per il 2025 e il 2026, non hanno prodotto una forza lavoro più ridotta e automatizzata. Hanno creato la domanda di un nuovo tipo di lavoratore: uno in grado di operare, configurare e manutenere i sistemi automatizzati, gestendo al contempo i processi manuali sempre più complessi che l'automazione non riesce ancora a coprire. La vecchia forza lavoro e la nuova forza lavoro sono entrambe necessarie simultaneamente, e nessuna delle due esiste in numero sufficiente.

Tre carenze che definiscono il mercato

Le lacune di talento a Novara si raggruppano in tre schemi distinti, ciascuno con cause diverse, dinamiche diverse e implicazioni diverse per le strategie di ricerca che i datori di lavoro devono adottare.

Il deficit di autisti: alto turnover e scarsità assoluta

Il tempo medio per coprire una posizione di autista di mezzi pesanti nel polo logistico di Novara è di 94 giorni. Per gli operatori generici di magazzino è di 45 giorni. Per gli autisti con certificazione ADR per il trasporto di merci pericolose, le posizioni vacanti restano tipicamente aperte 120 giorni o più durante i periodi di picco.

Non si tratta di un problema di talenti passivi. Circa il 60-70% degli autisti qualificati si candida attivamente alle posizioni pubblicate. Il problema è la scarsità assoluta: non esistono abbastanza persone in possesso delle certificazioni CQC (Certificato di Qualificazione del Conducente) e ADR per soddisfare la domanda. Le normative del Pacchetto Mobilità UE, applicate tra il 2022 e il 2024, hanno fatto lievitare i costi per gli operatori internazionali con base a Novara di una stima dell'8-12%, secondo il Rapporto Globale sulla Carenza di Autisti dell'IRU. L'onere finanziario delle restrizioni al cabotaggio e dell'obbligo di rientro alla base non ha ridotto la domanda di autisti. Ha reso più costoso assumerli e più difficile trattenerli.

Il 35% dei datori di lavoro nel settore logistico della provincia segnala quella che i dati aggregati sulle assunzioni descrivono come "impossibilità di trovare autisti qualificati" nonostante l'offerta di retribuzioni superiori alla media. Il mercato degli autisti è caratterizzato da un alto turnover più che dalla passività. Le persone si spostano frequentemente tra un datore di lavoro e l'altro, ma i nuovi ingressi nella professione arrivano troppo lentamente per sostituire chi esce.

Specialisti WMS e automazione: il talento che a livello locale non esiste

La seconda lacuna è qualitativamente diversa. I datori di lavoro che implementano l'automazione di magazzino — inclusi sistemi automatizzati di stoccaggio e prelievo, piattaforme di voice-picking e smistamento robotizzato — segnalano gravi difficoltà nel trovare tecnici in grado di configurare piattaforme SAP EWM o Manhattan Associates WMS.

I dati di reclutamento regionali indicano che il 68% delle ricerche di specialisti WMS a Novara non riesce a produrre candidati locali idonei. I datori di lavoro sono costretti a ricorrere alla selezione su scala nazionale o ad accordi con collaboratori esterni, con sovraprezzi e rischi di integrazione in entrambi i casi. La sede novarese del Politecnico di Torino produce circa 180 laureati all'anno con titoli pertinenti alla logistica, ma il curriculum non ha tenuto il passo con le certificazioni specifiche richieste dal mercato. Il divario tra ciò che il sistema formativo produce e IA & Tecnologia si sta ampliando, non riducendo.

Siamo in un mercato in cui l'80% dei candidati qualificati per ruoli WMS e automazione è occupato e non in cerca attiva, pur essendo ricettivo ad approcci che offrano incrementi retributivi del 15% o superiori. La pubblicazione convenzionale di offerte di lavoro non raggiunge praticamente nessuno di loro.

Direttori della supply chain: l'effetto drenaggio di Milano

La terza carenza si colloca a livello dirigenziale e comporta il costo strategico più elevato. I ruoli di leadership senior nella supply chain a Novara presentano un tasso di turnover annuo del 22%, determinato dalla sistematica sottrazione di professionisti da parte di datori di lavoro basati a Milano.

Il meccanismo è lineare. I provider di logistica conto terzi con base a Novara offrono 85.000-95.000 euro per ruoli di Operations Director. I competitor milanesi reclutano gli stessi profili a 110.000-130.000 euro, spesso con modalità di lavoro da remoto o ibride che eliminano la necessità di trasferimento. Un direttore della supply chain che vive a Novara può ottenere un aumento retributivo del 20-30% senza cambiare indirizzo. Il risultato è un ciclo di dimissioni con preavviso di 30-45 giorni che lascia i datori di lavoro novaresi in modalità di ricerca permanente per i ruoli operativi più senior.

Il divario retributivo non si sta riducendo. Milano impone un premio del 20-30% per ruoli logistici equivalenti a tutti i livelli di seniority. Il costo della vita a Milano è circa il 18% superiore rispetto a Novara, il che significa che il vantaggio finanziario netto di uno stipendio milanese è reale anche al netto degli aggiustamenti. Per i professionisti di metà carriera tra i 30 e i 45 anni, l'attrazione è ancora più forte. Sono esattamente i candidati di cui i datori di lavoro novaresi hanno bisogno per far crescere i futuri direttori.

Il quadro retributivo: dove si colloca Novara e perché è importante

Comprendere l'architettura retributiva nel settore logistico di Novara richiede di analizzarla su tre livelli.

A livello operativo, gli autisti di mezzi pesanti con dieci o più anni di esperienza e abilitazione per rotte internazionali percepiscono una retribuzione annua lorda di 38.000-45.000 euro. I fleet manager e i direttori dei trasporti si collocano tra 65.000 e 85.000 euro. Queste cifre riflettono il CCNL Trasporti e Logistica nazionale integrato da premi aziendali. Sono competitive all'interno della regione Piemonte ma insufficienti per attrarre autisti dai datori di lavoro transfrontalieri svizzeri, che offrono 2,5-3 volte lo stipendio lordo a parità di potere d'acquisto.

A livello manageriale, i responsabili delle operazioni di magazzino che supervisionano grandi strutture percepiscono 48.000-58.000 euro. I direttori operativi regionali che gestiscono più siti si attestano tra 75.000 e 95.000 euro. Queste fasce sono del 15-20% inferiori ai livelli di mercato equivalenti di Milano.

A livello dirigenziale, i direttori della supply chain con responsabilità end-to-end e supervisione del P&L superiore a 50 milioni di euro percepiscono 90.000-120.000 euro. La partecipazione azionaria è rara nelle PMI logistiche italiane; compare principalmente nelle filiali multinazionali come Amazon e DHL. Questa assenza di equity penalizza ulteriormente i datori di lavoro novaresi in competizione con le corporate milanesi dove i piani di incentivazione a lungo termine integrano lo stipendio base.

Il confine svizzero crea un ulteriore livello di pressione competitiva. Per ruoli specializzati tra cui spedizionieri doganali e responsabili del trasporto internazionale, i datori di lavoro del Ticino attraggono circa l'8% dei professionisti logistici senior di Novara ogni anno. Non è un'attrazione sottile: è un drenaggio permanente del segmento più esperto del bacino di talenti.

Il paradosso dell'automazione: perché gli investimenti non risolvono il problema delle assunzioni

I 120 milioni di euro di investimenti in automazione previsti per il polo di Novara nel 2025 e 2026 dovrebbero, in teoria, alleviare la carenza di manodopera. Più sistemi automatizzati dovrebbero significare meno ruoli manuali. Le evidenze indicano la direzione opposta.

Il paradosso opera su due livelli. In primo luogo, i datori di lavoro segnalano di posticipare gli investimenti in automazione a causa di tempistiche incerte di ritorno sull'investimento e ambiguità normativa riguardo all'omologazione di veicoli automatizzati su strade pubbliche. Un netto contrasto con i mercati logistici tedesco e olandese, dove la carenza di autisti ha accelerato direttamente l'adozione dell'automazione. A Novara, la decisione di automatizzare e l'incapacità di assumere coesistono ohne risolversi a vicenda.

In secondo luogo, l'automazione che effettivamente procede crea a sua volta domanda di talento. Ogni sistema di veicoli a guida automatizzata richiede tecnici elettromeccanici per la manutenzione. Ogni implementazione WMS richiede specialisti certificati per la configurazione. Ogni installazione AS/RS richiede operatori formati su piattaforme proprietarie. L'investimento in automazione non ha ridotto la forza lavoro. Ha sostituito una categoria di lavoratori con un'altra che non esiste ancora in numero sufficiente a livello locale.

La Direttiva UE sulla Rendicontazione di Sostenibilità delle Imprese (CSRD) aggiunge ulteriore pressione. Gli operatori logistici devono ora monitorare e rendicontare le emissioni Scope 3, la disponibilità di infrastrutture per combustibili alternativi e le metriche di sostenibilità. Ciò ha generato una categoria di ruolo del tutto nuova: il Manager Sostenibilità ed ESG con competenze specifiche nel settore logistico. I datori di lavoro a Novara segnalano tempi di ricerca da sei a nove mesi per questo profilo. Il ruolo richiede una combinazione di conoscenze in scienze ambientali, comprensione delle operazioni logistiche e competenze di rendicontazione CSRD che quasi nessun singolo candidato possiede.

L'effetto netto è che gli investimenti in automazione procedono più velocemente del capitale umano necessario per farla funzionare e mantenerla. Non si tratta di un ritardo temporaneo. È un disallineamento sistemico tra la velocità di impiego del capitale e la velocità di sviluppo della forza lavoro che definirà le assunzioni in questo mercato almeno fino al 2027.

Cosa significa per le organizzazioni che assumono a Novara

Le sfide di selezione nel settore logistico di Novara non sono del tipo che si risolvono aumentando la spesa sui portali di lavoro o migliorando la pagina carriere. Il mercato presenta tre caratteristiche che richiedono un approccio fondamentalmente diverso.

In primo luogo, l'85% dei direttori della supply chain qualificati e dei leader operativi di livello VP è occupato passivamente con permanenze medie superiori a 4,5 anni. Questi candidati non vedranno un annuncio di lavoro. Devono essere identificati e contattati direttamente. Analogamente, l'80% degli specialisti WMS e automazione è occupato e non in cerca, sebbene i dati suggeriscano che rispondano ad approcci che offrano un miglioramento retributivo significativo. La pubblicazione tradizionale di offerte di lavoro raggiunge al massimo il 15-20% del bacino di candidati disponibili per i ruoli che contano di più.

In secondo luogo, le dinamiche retributive creano uno svantaggio strutturale che non si supera agendo solo sulla leva economica. Il premio del 20-30% di Milano e il multiplo di 2,5-3 volte della Svizzera significano che i datori di lavoro novaresi devono competere su dimensioni diverse dal denaro. Ampiezza del ruolo, autonomia, qualità delle strutture e traiettoria di carriera all'interno dell'organizzazione diventano tutti fattori decisivi. Capire cosa motiva un candidato passivo a cambiare richiede un'intelligence di mercato che va ben oltre il semplice benchmarking retributivo.

In terzo luogo, la velocità conta più di quanto sembri. I 94 giorni medi per coprire una posizione di autista e i sei-nove mesi di ricerca per gli specialisti ESG rappresentano non solo ritardi ma costi che si accumulano. Ogni posizione di direttore operativo non coperta durante un periodo di saturazione del terminal significa decisioni rinviate, efficienza persa e margini compressi. Il costo di una ricerca lenta in un mercato che opera all'85-90% di utilizzo della capacità si misura in performance operativa, non solo in commissioni di ricerca. Le conseguenze finanziarie di una posizione critica vacante si accumulano più rapidamente in un contesto vincolato che in uno con capacità residua.

Per le organizzazioni che competono per talenti di leadership e specialisti della logistica a Manifattura — dove i candidati in grado di gestire una struttura intermodale automatizzata non sono visibili su alcun portale di lavoro e il costo di una posizione operativa vacante si misura in movimentazione al terminal — KiTalent fornisce candidati dirigenziali pronti per il colloquio entro 7-10 giorni attraverso una mappatura del mercato potenziata dall'AI che raggiunge l'80% dei leader qualificati che non sono attivamente sul mercato. Con un tasso di retention a un anno del 96% su 1.450 incarichi di Executive Search completati, la metodologia è costruita per mercati dove precisione e velocità contano entrambe.

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I prossimi dodici mesi: cosa monitorare

La traiettoria del mercato del talento logistico di Novara fino al 2026 e al 2027 dipende da tre variabili.

La prima è se l'espansione della Fase IV dell'Interporto otterrà le restanti autorizzazioni ambientali nei tempi previsti. Se i 400.000 metri quadrati aggiuntivi di superficie di magazzino entreranno in funzione entro il terzo trimestre 2026 come pianificato, il mercato dovrà assorbire un aumento significativo dell'organico operativo proprio nel momento in cui i bacini di talento esistenti sono già sotto forte pressione. Se i ritardi autorizzativi spostano il completamento al 2027, la pressione potrebbe allentarsi temporaneamente, ma anche l'opportunità economica.

La seconda è l'obiettivo di cambiamento modale ferroviario del PNRR. L'obiettivo del Ministero delle Infrastrutture di un aumento del 15% della quota modale del trasporto merci ferroviario per il corridoio Torino-Milano entro il 2026 designa Novara come punto di consolidamento primario. Gli aumenti di volume attesi dell'8-10% annuo richiederanno responsabili delle operazioni intermodali, una categoria di ruolo già gravemente carente.

La terza è il fattore Amazon. Il centro di fulfillment Amazon di Novara, con circa 2.500 dipendenti permanenti e 800 stagionali, rappresenta un stimato 25-30% dell'occupazione logistica della provincia. La ristrutturazione 2024 delle reti di fulfillment europee da parte di Amazon ha dimostrato il rischio di concentrazione insito in questa dipendenza. Lo stabilimento di Novara mantiene una classificazione "strategica" nei documenti più recenti, ma qualsiasi cambiamento in questa designazione rimodellerebbe il mercato del talento locale dall'oggi al domani.

Ciò che è chiaro è che le organizzazioni meglio posizionate per assumere in questo mercato nei prossimi dodici mesi sono quelle che hanno già costruito pipeline di talenti proattive anziché attendere che le posizioni vacanti diventino urgenti. In un mercato dove l'infrastruttura fisica è satura, l'automazione crea tante esigenze di talento quante ne risolve e i migliori candidati non stanno cercando, il vantaggio competitivo nelle assunzioni appartiene a chi si muove prima che la posizione si apra.

Domande frequenti

Qual è il tempo medio per coprire una posizione logistica a Novara?

Dipende dalla categoria del ruolo. Gli autisti di mezzi pesanti con certificazioni CQC e ADR richiedono in media 94 giorni nel polo logistico di Novara. Gli operatori di magazzino una media di 45 giorni. Per i direttori senior della supply chain, la combinazione di dinamiche di candidati passivi e pressione di sottrazione da parte di Milano significa che le ricerche si estendono sistematicamente oltre i tre mesi. Gli specialisti WMS e automazione possono richiedere ancora più tempo: il 68% delle ricerche locali non riesce a produrre un candidato idoneo, costringendo i datori di lavoro alla selezione su scala nazionale o ad accordi con collaboratori esterni.

Perché c'è una carenza di talenti logistici a Novara se il settore è in crescita?

L'occupazione logistica di Novara è cresciuta del 12% tra il 2019 e il 2024 mentre la movimentazione al terminal è rimasta stabile. La carenza non è guidata dalla crescita dei volumi ma dalla crescita della complessità. Il fulfillment e-commerce, la gestione dei resi, i servizi a valore aggiunto e l'automazione di magazzino hanno tutti aumentato il numero di lavoratori necessari per unità di merce gestita. Il settore richiede più persone che svolgono lavori più specializzati rispetto a cinque anni fa, e l'offerta di questi specialisti non ha tenuto il passo.

Come si confronta la retribuzione logistica di Novara con quella di Milano?

Milano impone un premio del 20-30% per ruoli logistici equivalenti. Un direttore della supply chain che percepisce 85.000-95.000 euro a Novara può aspettarsi 110.000-130.000 euro per un ruolo comparabile a Milano, spesso con modalità di lavoro ibride. Anche al netto del costo della vita milanese, superiore di circa il 18%, il vantaggio finanziario netto rimane reale. Questo divario è il principale fattore alla base del tasso di turnover annuo del 22% nei ruoli logistici senior a Novara e un elemento chiave che l'Manifattura deve affrontare direttamente.

Quali tecnologie di automazione vengono adottate nel settore logistico di Novara?

Il polo di Novara sta investendo in sistemi automatizzati di stoccaggio e prelievo, piattaforme di voice-picking, smistamento robotizzato e veicoli a guida automatizzata. Gli investimenti previsti per il 2025 e il 2026 ammontano a 120 milioni di euro nell'intero polo. Tuttavia, l'adozione è stata più lenta rispetto ai mercati tedesco e olandese comparabili, a causa di tempistiche di ROI incerte e barriere normative. L'implicazione chiave per le assunzioni è che ogni implementazione di automazione crea nuova domanda di IA & Tecnologia in grado di configurare, operare e manutenere questi sistemi.

Come affronta KiTalent l'Executive Search nel settore logistico del Nord Italia?

KiTalent utilizza headhunting diretto potenziato dall'AI per identificare e coinvolgere candidati passivi che non sono visibili attraverso i canali di reclutamento convenzionali. In un mercato come quello di Novara, dove l'85% dei direttori della supply chain qualificati è impiegato passivamente e la pubblicazione tradizionale di offerte di lavoro raggiunge solo una frazione del bacino disponibile, questa metodologia è essenziale. KiTalent fornisce candidati pronti per il colloquio entro 7-10 giorni con un Modello Interview Fee senza retainer anticipato, garantendo piena trasparenza sulla pipeline attraverso report settimanali e intelligence di mercato in tempo reale.

Quali rischi dovrebbero considerare i datori di lavoro logistici a Novara per il 2026?

Emergono tre rischi principali. Primo, l'espansione della Fase IV dell'Interporto potrebbe subire ulteriori ritardi nelle autorizzazioni ambientali, limitando il sollievo in termini di capacità. Secondo, la dipendenza da Amazon per un stimato 25-30% dell'occupazione logistica locale crea un rischio di concentrazione nel caso in cui la strategia della rete di fulfillment dovesse cambiare. Terzo, l'insufficiente capacità della rete elettrica per la ricarica dei mezzi pesanti presso l'Interporto potrebbe rallentare la transizione verso flotte elettriche. Ciascuno di questi rischi comporta implicazioni per i talenti, dalla necessità di Interim Management durante i ritardi di espansione alla crescente domanda di specialisti in sostenibilità ed ESG in grado di navigare il contesto normativo.

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