Le risiere di Vercelli stanno investendo 40 milioni di euro in automazione che non riescono a presidiare con personale qualificato
La Provincia di Vercelli lavora circa il 40% del riso italiano. Ottantacinque stabilimenti attivi impiegano direttamente 3.200 lavoratori e generano un fatturato annuo di 890 milioni di euro. Il bacino del fiume Sesia ospita uno dei cluster di trasformazione alimentare più concentrati d'Europa: silos per risone, impianti di parboilizzazione, linee di lavorazione e confezionamento, il tutto entro un raggio di 30 chilometri. Con qualsiasi parametro industriale, si tratta di un settore che dovrebbe essere in grado di assumere le persone di cui ha bisogno.
Non ci riesce. Il tasso di posti vacanti nel settore della trasformazione alimentare di Vercelli ha raggiunto il 10,6% a fine 2024, quasi il doppio della media provinciale del 5,8%. Questa cifra da sola racconta parte della storia. Il resto emerge osservando quali ruoli restano scoperti. Gli operatori generici di linea si trovano ancora in tre settimane. Per un ingegnere di automazione alimentare si superano i 120 giorni. La ricerca di un responsabile assicurazione qualità presso una delle riserie più grandi della provincia si è protratta per oltre sei mesi prima di essere risolta internamente. Il divario non è tra datori di lavoro e lavoratori: è tra il settore che le riserie di Vercelli stanno costruendo e la forza lavoro disponibile per gestirlo.
La tensione al centro di questo mercato è specifica e istruttiva. Le riserie di Vercelli hanno investito complessivamente oltre 40 milioni di euro in automazione Industria 4.0 tra il 2024 e il 2026, spinte dalla carenza di manodopera e dai costi energetici che hanno fatto salire le spese di lavorazione da 28 euro per tonnellata nel 2021 a 45 euro nel 2024. L'investimento è razionale. La conseguenza è paradossale: l'automazione progettata per ridurre la dipendenza dal lavoro manuale ha generato una domanda acuta di ingegneri e tecnici specializzati più scarsi dei lavoratori che stanno sostituendo. Quella che segue è un'analisi dettagliata di come questo paradosso si stia manifestando, chi ne sia colpito e cosa significhi per qualsiasi organizzazione che cerchi di assumere talenti senior nel settore della lavorazione del riso di Vercelli.
La capitale italiana del riso entra in una fase di cambiamento accelerato
La posizione di Vercelli come hub della lavorazione del riso in Italia non è in discussione. La provincia ospita la Borsa Merci di Vercelli, il punto di riferimento nazionale per la quotazione del riso, e il Consorzio Riso di Baraggia Biellese e Vercellese IGP, che coordina 52 aziende agricole associate e 8 stabilimenti di lavorazione produttori di Food, Beverage & FMCG tra cui Carnaroli, Arborio e Baraggia IGP. Il Centro Ricerche sul Riso, affiliato all'Università degli Studi di Torino, fornisce supporto per lo sviluppo varietale e le tecnologie di lavorazione direttamente dalla provincia.
Ma i fondamenti economici del settore sono cambiati. I margini medi di lavorazione sono scesi da 42 euro per tonnellata nel 2021 a 28 euro per tonnellata nel 2024, secondo l'analisi del settore risicolo di Federalimentare. La volatilità dei costi energetici ha colpito in modo particolare gli impianti di parboilizzazione, data la loro dipendenza dal gas naturale per la generazione di vapore. Contemporaneamente, le varietà di riso spezzato thailandesi e indiane hanno penetrato i canali italiani dell'industria alimentare trasformata a prezzi inferiori del 30-40% rispetto agli equivalenti locali Baraggia IGP, secondo i dati di monitoraggio delle importazioni di ISMEA.
Il consolidamento accelera più del previsto
L'Ente Nazionale Risi aveva previsto una riduzione del 5-8% del numero di riserie attive attraverso operazioni di M&A entro fine 2026. Questa previsione potrebbe rivelarsi conservativa. Il mercato si sta biforcando nettamente. Le riserie più grandi, dotate del capitale necessario per strategie a doppio binario, possono perseguire sia i volumi commodity sia la costruzione di marchi premium. I confezionatori di fascia media si trovano di fronte a una scelta più netta: competere sul prezzo contro importazioni che non possono eguagliare, oppure investire nel posizionamento premium senza avere necessariamente il capitale per sostenerlo.
Questa biforcazione non è soltanto una questione finanziaria. È una questione di talento. L'ondata di consolidamento significa meno datori di lavoro in competizione per la stessa forza lavoro specializzata, ma quelli rimasti necessitano di profili più sofisticati di quanto il settore abbia storicamente richiesto. Una riseria che investe in linee di confezionamento automatizzate e sistemi di tracciabilità basati su blockchain per clienti retail del Nord Europa ha bisogno di un team operativo fondamentalmente diverso rispetto a una riseria che gestisce la selezione manuale e la distribuzione sfusa.
Il paradosso dell'automazione: perché 40 milioni di euro di investimento hanno reso le assunzioni più difficili
L'investimento collettivo in Industry 4.0 delle riserie di Vercelli, documentato dall'Unione Industriali di Vercelli per oltre 40 milioni di euro tra il 2024 e il 2026, rappresenta una risposta razionale a due pressioni simultanee: l'aumento dei costi energetici e il restringimento dell'offerta di lavoro a livello produttivo. Linee di lavorazione automatizzate, pallettizzazione robotica e selezione qualitativa guidata da sensori riducono sia il fabbisogno di personale sia il consumo energetico per unità.
Il paradosso è che l'investimento non ha ridotto il problema di organico. Ne ha semplicemente sostituito una versione con un'altra.
I ruoli manuali in fase di automazione si coprivano in circa 21 giorni. I programmatori PLC, gli ingegneri meccatronici e gli specialisti di automazione di processo necessari per installare, calibrare e manutenere i nuovi sistemi richiedono oltre 120 giorni per essere reclutati nel corridoio Vercelli-Alessandria, secondo l'analisi delle tendenze di assunzione nel manifatturiero di Randstad Italia. Le riserie segnalano bacini di due o tre candidati qualificati per posizione pubblicata nei ruoli di automazione, contro 15-20 per le posizioni di manutenzione meccanica generica.
Questa è la tesi analitica su cui è costruito l'articolo: le riserie di Vercelli hanno investito capitale per risolvere un problema di manodopera e hanno creato un problema di talento che opera su un asse completamente diverso. I lavoratori manuali erano reperibili localmente ma sempre più costosi. Gli ingegneri che li sostituiscono non sono né reperibili localmente né facilmente trasferibili in una provincia priva di accesso autostradale diretto e con livelli retributivi inferiori del 15-20% rispetto ai benchmark milanesi. Il capitale si è mosso più velocemente di quanto il capitale umano potesse seguire. L'investimento in automazione non ha eliminato il vincolo di organico: lo ha elevato a un livello di seniority in cui le conseguenze di un ruolo scoperto sono molto più costose.
Tre ruoli che definiscono la scarsità
Le 340 posizioni attivamente vacanti riportate dal sistema Excelsior di Unioncamere Piemonte a fine 2024 non sono distribuite uniformemente. Tre categorie di ruolo rappresentano una quota sproporzionata della difficoltà e comportano il rischio operativo più elevato quando restano scoperte.
Ingegneri di automazione e processo alimentare
La combinazione di requisiti ambientali food-grade e competenze di automazione industriale crea un bacino di candidati eccezionalmente ristretto. Un programmatore PLC con esperienza nel settore automobilistico non può semplicemente trasferirsi in un impianto di parboilizzazione senza riqualificazione sui protocolli HACCP, le normative sui materiali a contatto alimentare e la termodinamica specifica del controllo della gelatinizzazione del chicco. Le competenze sono adiacenti, ma non intercambiabili.
Il dato è rilevante perché il settore automobilistico di Torino, in fase di ripresa, sta attivamente reclutando dalla stessa base di talenti meccatronici. I ruoli di automazione con sede a Torino offrono un premio annuale da 8.000 a 12.000 euro rispetto agli equivalenti nella trasformazione alimentare di Vercelli, secondo l'analisi dei flussi del mercato del lavoro di Unioncamere Piemonte. Per un ingegnere di automazione qualificato che valuta due offerte, la convenienza economica di Torino è evidente. L'attrattiva culturale e in termini di qualità della vita di Vercelli esiste, ma richiede un approccio di reclutamento molto diverso, capace di raggiungere candidati che non stanno attivamente confrontando annunci di lavoro.
Responsabili sicurezza alimentare e assicurazione qualità
I responsabili senior della sicurezza alimentare in possesso della certificazione BRC e IFS come lead auditor operano in un mercato in cui si stima che l'80% dei candidati qualificati nell'area Vercelli-Torino-Alessandria sia già impiegato, con un'anzianità media di servizio di 6,4 anni. Non è un mercato in cui la pubblicazione di un annuncio genera risposte significative.
Lisi 1850, una delle riserie più grandi della provincia con una lavorazione di oltre 80.000 tonnellate annue, ha pubblicato un annuncio per una posizione di Responsabile Assicurazione Qualità con requisito di certificazione BRC e IFS. Secondo gli archivi delle offerte di lavoro di LinkedIn, verificati tramite registrazioni della Wayback Machine, il ruolo è rimasto aperto da marzo 2024 a settembre 2024 — un periodo superiore a 180 giorni — prima di essere coperto attraverso una promozione interna. L'esito è istruttivo: quando il reclutamento esterno fallisce con queste tempistiche, il rischio operativo si è già materializzato. Per sei mesi la funzione di assicurazione qualità ha operato al di sotto della capacità dirigenziale prevista.
Il drenaggio di talenti nel QA segue una direzione precisa. Vercelli registra un turnover annuo del 18% nei ruoli di assicurazione qualità, contro una media nazionale del settore alimentare del 12%, secondo lo studio comparativo di Federalimentare. La destinazione è prevalentemente Parma e Reggio Emilia, dove le sedi di multinazionali tra cui Barilla e Mutti offrono premi salariali del 20-25% e traiettorie di carriera internazionale sensibilmente più chiare.
Export manager e key account manager con fluenza in tedesco
Il segmento premium di Vercelli dipende fortemente dai mercati del Nord Europa. Gli Aironi, un produttore artigianale di miscele per risotto con 35 dipendenti, genera il 40% del fatturato da Germania e Scandinavia. Nell'intero cluster, il canale export DACH rappresenta la relazione commerciale a più alto margine che la maggior parte delle riserie mantiene.
Il bacino di candidati per export manager che combinino esperienza nel settore alimentare, fluenza in tedesco e capacità di gestione dei key account è per il 75% passivo, secondo il rapporto sulla domanda di competenze linguistiche di Hays Italy. Secondo La Repubblica Affari & Finanza, Gli Aironi ha assunto un export manager per i mercati DACH nel secondo trimestre del 2024, reclutando infine dal concorrente Riso Scotti di Pavia con un premio retributivo dichiarato del 25-30% rispetto ai livelli di mercato standard per garantire il trasferimento. Quel premio non è un'eccezione: è il prezzo di equilibrio del mercato per una combinazione di competenze che meno di un professionista qualificato su quattro sta attivamente cercando.
Retribuzioni: il divario del 15% che costa più di quanto faccia risparmiare
Le retribuzioni a Vercelli si collocano tipicamente dal 15 al 20% al di sotto dei benchmark milanesi per ruoli equivalenti, secondo l'analisi dei differenziali retributivi regionali di Hays Italy. Le riserie di fascia alta, in particolare Lisi e Pasini, riducono questo divario all'8-10% per le assunzioni tecniche critiche. Le altre no.
A livello di specialista senior e manager, il quadro retributivo nel settore della lavorazione del riso di Vercelli si presenta come segue. I ruoli di operations e direzione di stabilimento si attestano tra 65.000 e 85.000 euro più bonus a livello manageriale, salendo a 110.000-145.000 euro con piani di incentivazione a lungo termine a livello executive. I responsabili sicurezza alimentare e assicurazione qualità guadagnano tra 48.000 e 62.000 euro a livello di specialista senior e tra 85.000 e 105.000 euro a livello executive. I direttori export e commerciali si collocano tra 55.000 e 75.000 euro più variabile a livello manageriale, raggiungendo 95.000-130.000 euro a livello di direzione. I ruoli R&D e tecnologia alimentare vanno da 42.000 a 58.000 euro per gli specialisti senior, con retribuzioni a livello executive stimate indicativamente tra 80.000 e 100.000 euro sulla base dei differenziali Milano-Torino.
Queste cifre raccontano una storia precisa. Il divario tra Vercelli e i suoi concorrenti non si sta riducendo. È più ampio esattamente ai livelli di seniority in cui si concentrano le posizioni vacanti più critiche. Un direttore sicurezza alimentare che guadagna 95.000 euro a Vercelli potrebbe ottenere 115.000-125.000 euro a Parma. Un direttore export che guadagna 100.000 euro localmente potrebbe raggiungere 130.000 euro a Milano, con il vantaggio aggiuntivo di modalità di lavoro ibride che i datori di lavoro di Vercelli, legati alla produzione manifatturiera, non possono offrire.
Per le organizzazioni che valutano come strutturare offerte competitive nei mercati regionali italianicom/it/article-negotiate-salary), l'implicazione è chiara. Eguagliare Milano sulla retribuzione base non è né necessario né sufficiente. La proposta deve affrontare ciò che Vercelli non può cambiare — posizione geografica, vincoli infrastrutturali e natura on-site dei ruoli manifatturieri — ed enfatizzare ciò che invece può cambiare: ampiezza del ruolo, autonomia decisionale e rilevanza strategica della posizione all'interno di un settore concentrato e ad alto valore.
La crisi demografica dietro l'attuale carenza
I dati attuali sulla scarsità diventano materialmente più preoccupanti se confrontati con il profilo anagrafico della forza lavoro. I dati censuari ISTAT, aggiornati attraverso le proiezioni di Unioncamere, mostrano che il 34% degli attuali tecnici di lavorazione di Vercelli ha 55 anni o più. L'ondata di pensionamenti prevista tra il 2026 e il 2028 rimuoverà circa un operatore tecnico esperto su tre nell'arco di due anni.
Non si tratta di un problema futuro. È un problema attuale con un innesco ritardato. Le conoscenze possedute da questi tecnici — in particolare in ambiti come l'analisi sensoriale per la classificazione qualitativa e le specificità operative di attrezzature di lavorazione più datate ma ancora produttive — non sono documentate nei manuali. Esistono come competenza tacita costruita nel corso di decenni. Quando questi professionisti andranno in pensione, la conoscenza se ne andrà con loro, a meno che una strategia deliberata di pipeline dei talenti e successione non sia già in atto.
La pressione demografica amplifica il paradosso dell'automazione. Le riserie hanno bisogno di operatori esperti per mantenere la produzione durante la fase di transizione e contemporaneamente devono reclutare la forza lavoro più giovane, con competenze tecniche diverse, che gestirà i sistemi automatizzati. Non si tratta degli stessi candidati. Non provengono dagli stessi percorsi formativi. E non rispondono agli stessi approcci di reclutamento. L'operatore esperto veniva assunto localmente, spesso attraverso reti familiari e comunitarie. L'ingegnere meccatronico deve essere reclutato a livello regionale o nazionale, con metodi capaci di raggiungere professionisti che non consultano le bacheche di lavoro locali.
Tre concorrenti stanno drenando talenti da Vercelli
Capire dove Vercelli perde talenti è tanto importante quanto capire di quali talenti ha bisogno. Il deflusso segue tre corridoi distinti, ciascuno guidato da fattori diversi.
Parma e Reggio Emilia: il problema della traiettoria di carriera
La Food Valley italiana offre ciò che Vercelli non può facilmente replicare: strutture aziendali multinazionali con percorsi di crescita visibili. Un responsabile assicurazione qualità in una riseria di Vercelli può vedere forse un gradino al di sopra del proprio ruolo attuale. Lo stesso professionista in Barilla o Mutti ne può vedere tre o quattro. Il premio salariale del 20-25% aggiunge peso finanziario a quello che è fondamentalmente un vantaggio di architettura di carriera. I QA manager e gli specialisti R&D a metà carriera migrano verso est a tassi sensibilmente superiori alla media nazionale del settore alimentare.com/it/article-career-marketability).
Milano: il problema della flessibilità e della contaminazione intersettoriale
Per i ruoli nella supply chain, nell'area commerciale e finanziaria, Milano offre modalità di lavoro ibride che i datori di lavoro di Vercelli, strutturalmente legati alla produzione manifatturiera, non possono garantire. Un export manager o un CFO con sede a Vercelli deve essere presente in sede a tempo pieno. Lo stesso professionista a Milano può lavorare tre giorni da casa. Il differenziale di flessibilità si somma a quello retributivo: i ruoli milanesi in posizioni trasversali nell'agritech e nel fintech pagano 30.000 euro o più in eccesso rispetto agli equivalenti vercellesi.
Torino: il problema del talento tecnico
La ripresa del settore automobilistico torinese nel 2024 e 2025 ha riattivato la domanda di ingegneri meccatronici le cui competenze si traducono direttamente nell'automazione della lavorazione del riso. Il premio annuale da 8.000 a 12.000 euro offerto da Torino è significativo ma non schiacciante di per sé. Combinato con i servizi urbani, le infrastrutture di trasporto e l'offerta culturale di Torino, crea però una proposta che Vercelli fatica a eguagliare per i giovani professionisti tecnici che decidono dove stabilirsi nelle fasi iniziali della carriera.
Le dinamiche delle controfferte in questo mercato sono particolarmente distruttive. Quando una risaia di Vercelli scopre che un ingegnere dell'automazione critico ha ricevuto un'offerta da Torino, l'istinto è quello di eguagliare o superare la retribuzione. Anche quando la controofferta riesce a trattenere la persona nel breve termine, raramente risolve il problema di fondo: il professionista ora conosce il proprio valore di mercato e ha stabilito un contatto con datori di lavoro alternativi.
Cosa richiedono i prossimi 12 mesi
La convergenza di compressione dei margini, investimenti in automazione, erosione demografica e competizione territoriale per i talenti crea un contesto di assunzione in cui i metodi convenzionali sono strutturalmente insufficienti per i ruoli che contano di più. Pubblicare annunci sulle bacheche locali raggiunge il 10-25% dei candidati qualificati che stanno cercando attivamente. Non raggiunge il 75-90% che è in azienda, stabile e non monitora gli annunci.
Per i datori di lavoro del settore risicolo di Vercelli, le priorità strategiche nei prossimi 12 mesi sono specifiche. In primo luogo, l'investimento nell'automazione deve essere accompagnato da un investimento altrettanto deliberato nella mappatura del mercato necessaria per identificare dove si trovano effettivamente gli ingegneri qualificati in Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna. In secondo luogo, la proposta retributiva per i ruoli tecnici e commerciali critici va ristrutturata attorno al valore complessivo piuttosto che alla sola retribuzione base, incorporando ampiezza del ruolo, autonomia decisionale e l'opportunità distintiva di guidare all'interno di un settore concentrato e ad alto valore in rapida modernizzazione. In terzo luogo, l'ondata di pensionamenti in arrivo richiede ricerche proattive di successione che inizino 12-18 mesi prima della data di uscita, non reclutamento reattivo dopo che le competenze sono già uscite dalla porta.
Per le organizzazioni che competono per talenti di leadership nei settori industriali e manifatturieri italianiil cluster risicolo di Vercelli illustra un pattern più ampio. I settori che investono pesantemente in automazione operando in mercati geografici secondari affrontano una sfida di reclutamento che si autoalimenta e che i metodi di ricerca tradizionali non possono risolvere. I candidati capaci di gestire i nuovi sistemi automatizzati di un impianto di parboilizzazione, di guidare un programma di audit BRC o di costruire un canale export DACH non stanno leggendo annunci di lavoro. Sono inseriti in ruoli altrove, stanno performando bene e sono raggiungibili solo attraverso approcci di Executive Search diretti e miratiprogettati per mercati di candidati passivi.
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Domande frequenti
Qual è l'attuale tasso di posti vacanti nel settore della trasformazione alimentare di Vercelli?
A fine 2024, il sistema Excelsior di Unioncamere Piemonte riportava 340 posizioni attivamente vacanti nel settore della trasformazione alimentare della Provincia di Vercelli, pari a un tasso di vacancy del 10,6%. Si tratta di quasi il doppio della media provinciale del 5,8% su tutti i settori. Le carenze più acute sono concentrate nell'ingegneria di automazione alimentare, nella gestione della sicurezza alimentare e dell'assicurazione qualità, e nei ruoli di export management che richiedono fluenza in lingua tedesca. I ruoli produttivi generici si coprono entro tre settimane, mentre le posizioni specializzate superano regolarmente i 120 giorni.
Perché è così difficile assumere ingegneri di automazione alimentare a Vercelli?
Convergono tre fattori. Primo, il ruolo richiede sia competenze di automazione industriale sia expertise in ambienti food-grade — inclusi protocolli HACCP e normative sui materiali a contatto alimentare — il che restringe il bacino di candidati ben oltre la meccatronica generica. Secondo, il settore automobilistico torinese recluta dalla stessa base di talenti con un premio annuale da 8.000 a 12.000 euro. Terzo, circa il 90% degli ingegneri di processo di parboilizzazione qualificati sono candidati passivi che non monitorano gli annunci di lavoro. Raggiungerli richiede un headhunting diretto piuttosto che la pubblicazione convenzionale di annunci.
Come si confrontano le retribuzioni di Vercelli con quelle di Milano e Parma per i ruoli nel settore alimentare? Le retribuzioni di Vercelli si collocano tipicamente dal 15 al 20% al di sotto dei benchmark milanesi per ruoli equivalenti. Le riserve vercellesi di fascia alta riducono questo divario all'8-10% per le assunzioni critiche. La Food Valley di Parma e Reggio Emilia offre premi salariali del 20-25% attraverso datori di lavoro multinazionali.000 e 145.A livello executive, un direttore operations a Vercelli si attesta tra 110.000 e 105.000 euro e i direttori export raggiungono 95.000-130.000 euro inclusa la componente variabile.
Cosa guida il consolidamento nel settore risicolo di Vercelli?
La compressione dei margini è il fattore principale. I margini medi di lavorazione sono scesi da 42 euro per tonnellata nel 2021 a 28 euro per tonnellata nel 2024, compressi dalla volatilità dei costi energetici e dalla concorrenza delle importazioni asiatiche. L'Ente Nazionale Risi aveva previsto il 5-8% in meno di riserie attive entro fine 2026 attraverso operazioni di M&A. Le riserie rimaste stanno espandendo la capacità del 12-15% e investendo in segmenti a valore aggiunto come kit per risotto e confezionamento per piatti pronti, che crescono al 7,2% annuo rispetto ai volumi stagnanti del riso commodity.
Come può KiTalent supportare le assunzioni executive nel settore della trasformazione alimentare di Vercelli?
KiTalent utilizza una metodologia di headhunting diretto potenziata dall'AI per raggiungere il 75-90% dei professionisti qualificati nella trasformazione alimentare che non stanno attivamente cercando nuovi ruoli. In un mercato come Vercelli, dove il talento specializzato è geograficamente disperso tra Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, questo approccio identifica e coinvolge candidati che la pubblicazione di annunci strutturalmente non raggiunge. KiTalent fornisce candidati pronti per il colloquio entro 7-10 giorni, opera con un modello pay-per-interview senza retainer anticipato e mantiene un tasso di retention a un anno del 96% su oltre 1.450 incarichi di Executive Search completati.
Quali rischi per la forza lavoro affronta il settore risicolo di Vercelli nel 2026-2028?
Il rischio più immediato è demografico. Il 34% degli attuali tecnici di lavorazione ha 55 anni o più, creando un'ondata di pensionamenti tra il 2026 e il 2028 che rimuoverà circa un operatore esperto su tre. Gran parte della loro competenza — in particolare nell'analisi sensoriale e nella gestione di attrezzature legacy — è conoscenza tacita che non può essere sostituita con manuali di formazione. Contemporaneamente, riduzioni previste del 20% nella disponibilità idrica della Pianura Padana entro il 2030 minacciano la sostenibilità della coltivazione del risone, con il rischio di costringere le riserie ad approvvigionarsi di riso al di fuori della zona a denominazione protetta Baraggia IGP.